Vision board e mood board

Vision board e mood board

Ogni mattina entro nel mio studio e, prima di cominciare qualsiasi attività, mi prendo un attimo per “allinearmi” con la mia versione lavoro, un po’ come indossare l’uniforme. Con il tempo ho osservato che questo passaggio per me è fondamentale e, visto che l’ambiente in cui stiamo ha un grandissimo impatto sulle persone, mi sono attrezzata con alcuni strumenti che mi aiutano ad entrare nell’atmosfera: vision board e moodboard.

Che cosa sono Vision board e Moodboard

Vison board e mood board sono due strumenti che servono a visualizzare rispettivamente obiettivi (la vision board) e stile visivo (la mood board). Sono diversi tra loro per lo scopo che hanno ma sono entrambe una raccolta di immagini e elementi visivi che fungono da “ancora” per richiamare alla mente concetti e sensazioni importanti e utili. 

A prima vista, per chi entra nel mio studio, potrebbero sembrare semplicemente due quadretti  con un collage disordinato di fotografie, ma questi insiemi di immagini servono per stimolare il pensiero e richiamare alla mente sensazioni, emozioni, motivazione.

 

La vision board

La vision board rappresenta gli obiettivi, professionali ma anche personali. Serve per aiutare nelle scelte ricordando la direzione che si è stabilita, i valori, le parole importanti, il punto d’arrivo dove sogniamo di arrivare.

Non penso ci sia una “strategia” per scegliere le immagini per la vision board ma ritengo fondamentale che risuonino nella “pancia”. Trovo invece utile rispettare due fasi:

1. riflessione

durante le fasi di passaggio, ad esempio tra un anno e l’altro o alla fine di un progetto importante o di un percorso di formazione

2. ricerca delle immagini

Questo tempo segue immediatamente il precedente, per non perdere “l’ispirazione” e il focus sugli obiettivi e sulla direzione.

Si possono cercare immagini sul web oppure sfogliando riviste. Il mio luogo preferito è Pinterest dove ho una bacheca segreta “vision” che cresce di anno in anno con le nuove fotografie, citazioni… è interessantissimo vederne l’evoluzione, come leggere un diario.

A volte si fanno con le immagini incontri casuali navigando su Internet, altre volte sono una somma di coincidenze. Capita anche di non capire bene perché si venga attirati da una precisa immagine e la risposta arriva sempre con il tempo.

Fare una vision board è un momento di bilancio e revisione, per me è un appuntamento annuale durante il quale verifico se le immagini mi rappresentano ancora, se c’è stata un’evoluzione o se è necessario qualcosa di diverso. Rappresenta una motivazione visiva ogni volta che la guardo e, visto che è sempre sotto i miei occhi, mi aiuta a tenere la rotta.

Nello sfondo della scrivania sul mio computer metto sempre una delle immagini della vision board (la mia preferita) in modo da averla sempre davanti.

 

La mood board

La mood board invece definisce lo stile visivo per la comunicazione. Riguarda la parte estetica, è lo strumento che guida le scelte stilistiche per la comunicazione visiva in modo che trasmettano emozioni e valori che guidano il tuo progetto.

Per fare una moodboard è importante prima di tutto avere chiarezza sull’identità, sulla proposta di valore (cosa fai) sul cliente ideale con cui vorresti lavorare, sull’impressione che vuoi dare con la tua comunicazione, facendo attenzione alle parole che usi e alle emozioni che emergono.

La raccolta delle immagini è un momento successivo e, come per la vision, può avvenire sia su web che sulla carta sfogliando riviste e giornali.

Per ogni immagine che ci colpisce ci sono alcune domande interessanti da porsi:

  • Perché mi piace?
  • Perché è interessante per quello che faccio io?
  • In che modo potrebbe funzionare per me?
  • Cosa racconta del mio lavoro, servizio o progetto?
  • In che modo potrebbe migliorare la mia “storia”?
  • Fa nascere un’idea interessante?

Una volta raccolte le immagini è necessario fare una sintesi in modo da avere solamente le immagini più significative. Cerca di fare in modo che non ci siano concetti che si ripetono nelle fotografie, in caso scegli quella che ti fa stare meglio o ha più valore. Troppo materiale può creare confusione anche a te.

 

Ti svelo un segreto

Nel mio studio in realtà ci sono altre due cornici: quella che rappresenta la mia parola dell’anno, dove raccolgo tutte le immagini che mi ricordano qual’è la direzione per l’anno in corso, su cosa voglio lavorare… la parola dell’anno si “manifesta”, spesso, in tempi diversi che non coincidono con l’anno solare. Arriva quando c’è bisogno di un cambiamento, di crescere…

Per trovarla ti consiglio il percorso di Susannah Conway.

Quest’anno la mia parola è stata “nutrimento” e non ha ancora finito di lavorare.

La seconda cornice contiene le fotografie della mia cliente ideale, quelle che ho trovato con il fotoritratto, te ne ho parlato qui.

 

 

E tu? Hai già una vision board e una moldboard?

Come ti fanno sentire? Emozionata, ispirata…

differenza tra vision board e moodboard
la visione ispira
Valori, vision e mission

Valori, vision e mission

Sarò sincera: c’è stato un momento in cui non ne potevo più di sentir parlare di vision e mission, erano diventati un tormentone da cui mi allontanavo il più in fretta possibile… finchè mi sono resa conto che erano l’unico modo per far chiarezza, stabilire una direzione e soprattutto “diventare unici”. Per questo motivo sono diventata a mia volta un tormentone per chi decide di lavorare con me all’immagine di brand e la mia prima domanda è sempre “dove vuoi arrivare?”

Valori, vision e mission sono dei temi che possono sembrare complessi, almeno per me lo sono stati all’inizio del mio percorso lavorativo. Provo a spiegarli da un punto di vista diverso.

Immagina di dover preparare una torta.
Pensa alla tua torta preferita come se ce l’avessi davanti adesso.
Io vedo una torta di mele, appena sfornata, ma non una qualsiasi torta di mele, una torta con il ripieno di mele renette, leggermente acidule con un sentore di cannella, avvolte in una frolla burrosa, che quando la cucini tutta la casa profuma d’inverno. Sento già il sapore dolcissimo del gelato alla vaniglia che ci metterò insieme, perchè ho proprio deciso di viziarmi, ma solo per oggi 🙂
Hai sentito anche tu il profumo di cannella?
L’insieme di queste immagini potrebbe essere paragonato a una “vision”.

La torta di mele è solamente un “prodotto”, prova ad immaginare di più, se vendi torte la tua vision potrebbe essere l’immagine della tua pasticceria, con tanti clienti seduti ai tavoli che ti fanno i complimenti per i dolci, e tu soddisfatta, assapori quella sensazione di appagamento, sempre al profumo di cannella.

Potrebbe non essere così difficile come pensi definire la tua vision: immagina il tuo futuro ideale, dove vorresti essere? Chi è con te? Cosa stai facendo?
Usa le immagini, cerca su Pinterest quelle che ti sono più affini e crea la tua vision board (una bacheca o una stampa con quelle che ti ispirano maggiormente).
La vision può cambiare nel tempo, spesso evolve.

Lasciar correre la mente (e il cuore) verso questa immagine non è solo fantasticare ma assecondare i nostri desideri, che possono guidarci verso una strada che ci darà soddisfazione e gioia.
La vision ci permette di pensare al futuro ideale, ci fa sentire le emozioni che potremmo provare e ci dà la motivazione e l’energia giusta per continuare anche nei momenti difficili.

A cosa serve la vision?

Si parla un sacco di vision e mission, ma concretamente a cosa serve? Dal mio punto di vista è utilissima per mantenere la rotta anche quando sarai senza le uova, ops, quando avrai qualche momento di sconforto, quando sarai stanca… capita a tutti.
Serve per stabilire chi vuoi essere, dove vuoi arrivare, ma anche come far sentire i tuoi clienti, quali sono le emozioni che emergono?
Quali tra i valori che ti appartengono sono quelli da mettere in campo?

Anche i valori sono fondamentali quando si parla di branding, cioè di progettare l’identità di un professionista o un progetto di lavoro.
Potremmo paragonarli alla cannella o all’ingrediente segreto.
Sono quelle cose che non sai ci siano ma senza non sarebbe lo stesso. Quelle cose che non si vedono ma si percepiscono, che non si dicono ma si sentono.

L’identità di un brand inizia dai valori

Se la vision può essere paragonata al futuro i valori rappresentano il passato, la storia, da dove veniamo fuori, come siamo cresciuti, in cosa crediamo.
Sono cose che si sentono di pancia, difficilmente con la testa.
Secondo me spesso non li abbiamo identificati, non li conosciamo non perchè non ci siano ma perchè non sono “esplicitati”.
Prima di pensare alla tua immagine pensa a quali sono i tuoi valori e quali di questi vuoi mettere in campo nel tuo brand.
I valori ti aiutano a definire ancora meglio la storia unica che vuoi raccontare, la storia per la quale i tuoi clienti ti riconosceranno.

Tante volte vorremmo riversare nel brand tutta la nostra identità, soprattutto se siamo professioniste… ma meglio non esagerare se vogliamo essere riconoscibili.
Non puoi fare una torta di mele che sa di cannella, vaniglia, limone e rum. Scegli i tuoi ingredienti segreti e usa sempre quelli.

Ora hai la foto della torta e hai identificato il tuo ingrediente segreto, non resta che pensare alla ricetta.

La mission è la tua ricetta segreta

Come mettere insieme gli ingredienti per realizzare quella fantastica torta di mele?

La mission è la tua ricetta: come usare gli ingredienti per arrivare a fare quella meravigliosa torta. È quella storia unica che racconti a chi ti incontra. È il modo in cui realizzi la tua visione.

A fare una torta di mele sono capaci tutti. Ma solo tu sai come si fa la tua indimenticabile torta di mele.
Quella torta di mele dovrà essere fatta con le renette più buone, il burro di montagna non sciolto ma ammorbidito, con lo zucchero di canna e un pezzetto di cannella, non con i preparati.
Forse cotta in un forno a legna, in mezzo al bosco… la torta della nonna di cappuccetto rosso.

Come fai a far percepire le emozioni della tua vision ai tuoi clienti,
Come ci arrivi alla tua vision, concretamente?

Se stessimo parlando di una pasticceria la sua mission potrebbe essere “restituire alle persone i profumi dei dolci” oppure far gustare e annusare quello che si mangia; restituire il gusto di assaggiare e annusare una torta o un pasticcino.
Tutto scritto in una bella frase, ovviamente.

L’archetipo di riferimento per questo negozio è l’amante, specialista nell’usare i messaggi sensoriali. Potresti produrre un profumo alla torta di mele per personalizzare l’ambiente, oppure potresti servire torte di mele calde per sprigionare di più gli aromi…
Come vedi partendo dai valori, dalla vision e dalla mission si progetta tutto il business con molta più semplicità.
La chiarezza premia, ancora una volta.

Non ci sono scorciatoie per definire questi concetti, vanno identificati, e elaborati con calma dedicando tempo e attenzione e, spesso, messi in discussione.

Sono concetti fondamentali anche per progettare l’immagine di brand che li dovrà rispecchiare pienamente.
Il logo sarà il distillato di valori, vision e mission che ci permette di essere percepiti come unici e autentici, sarà la ciliegina sulla torta.

Gli archetipi di brand possono aiutarti a mettere a fuoco anche questi aspetti fondanti.
Scopri con il test quali sono i tuoi archetipi di riferimento.

Il fotoritratto

Il fotoritratto

Ti svelo un mio segreto di “lavorazione”: per entrare nel flow, nel flusso creativo e far partire le idee, io ho bisogno di vedere le cose, fisicamente ancor prima che nella mia mente.

Questo vale non solo per la dimensione legata all’immagine grafica,  ma anche per la parte di strategia e di processo che caratterizzano tutto il lavoro di brand clearing (se non sai cos’è leggi qui), compresa l’analisi e il focus del cliente ideale a cui rivolgersi.

In questo post ti ho proposto due strumenti (la mappa dell’empatia e le personas) che aiutano ad immaginare questo cliente ideale e che sono già abbastanza diffusi.

Ce n’è uno, però, che per me è ancora più efficace e che ho sviluppato io stessa per assecondare il mio lato visivo. L’ho chiamato Fotoritratto: aiutata da una fotografia posso ricostruire una sorta di identikit creativo e sfaccettato del cliente ideale. I tratti salienti così individuati potranno essere usati nelle personas o nella mappa dell’empatia.

Vuoi provare? Segui passo passo le mie indicazioni e vedrai come questo strumento, anche molto divertente, potrà aiutarti e stimolarti.

Il Fotoritratto in 3 mosse

1. L’immagine: cerca la foto del tuo cliente ideale

Ovviamente non ti dirò di andare in giro con la macchina fotografica per cercare di fotografare più persone possibili! La cosa è molto più semplice: sul web cerca l’immagine di una persona che per stile proprio, ambientazione, azioni che sta compiendo e mood in genere, rispecchia o almeno ti ispira, come tuo/tua possibile cliente. Più sotto ti lascio qualche dritta su come trovare e scegliere la foto.

2. La fantasia: guarda e scatenati

Ora che hai scelto la tua immagine, puoi stamparla e incollarla su un foglio oppure scaricare il mio template e inserirla lì. A questo punto guarda con attenzione ogni dettaglio, anche quelli che a prima vista non avevi notato. Guarda e immagina, provando a rispondere prima mentalmente a queste domande (ti offro alcuni spunti):

  • Che sguardo ha? Cosa sta pensando?
  • Com’è la luce nella stanza?
  • Com’è arredata?
  • Come si sente in quell’ambiente?
  • Qual’è lo stile dell’ambiente in cui si trova?
  • Ci sono piante o fiori?
  • Ci sono quadri, foto o soprammobili?
  • Che oggetti ha intorno?
  • Cosa c’è sulla scrivania e a cosa servono quegli oggetti?
  • Cosa sta facendo?
  • Cosa indossa e cosa significa quello che indossa (ad esempio ha un abbigliamento comodo, chic, raffinato, formale… è in tuta perché ama lo sport oppure lavora da casa…)
  • Che accessori porta? Orologio, gioielli, orecchini…
  • È una persona curata? Come sono i capelli? Il trucco?
  • Sorride o è preoccupata?
  • Ci sono altre persone nella stanza?
  • Mare, montagna o città?
  • Sta lavorando al computer? Se no, dove è il computer? Lavora al computer o lo usa per altre cose?
  • Ha il telefono in mano? Cosa sta facendo con il telefono?

 3. L’analisi: metti su carta

Ora è il momento di razionalizzare tutto, scrivendo le tue riflessioni, seguendo il flusso di pensieri che parte da quello che la foto racconta.

Io ti suggerisco di scrivere tutti i tuoi appunti intorno alla fotografia che hai trovato, unendo con una freccia il pensiero all’elemento visivo che te lo ha fatto scaturire/intuire, in modo che resti chiaro il processo creativo (passaggio utile anche per eventuali condivisioni con chi lavora con te).

Nelle foto qui sotto vedi come ho fatto io.

esempio di fotoritratto
Esempio fotoritratto Barbara

Ti consiglio di provare questa tecnica: dal mio punto di vista avere una fotografia da cui partire è fondamentale perché aiuta a “liberare” le parole e iniziare un processo di approfondimento. In questo modo potrai immaginare quali sono le sue difficoltà, le sue esigenze, e cercare di capire come puoi essergli utile con il tuo lavoro.

E per andare ancora più in profondità?

Il meraviglioso strumento che utilizzo nel processo di ricerca sono gli archetipi: si tratta di un percorso che permette di individuare i tuoi elementi distintivi profondi, quelli del tuo cliente ideale e metterli in correlazione, per poi sviluppare una strategia di offerta  e comunicazione coerente  ed efficace.

Te ne parlo in modo approfondito qui.

Come trovare la foto

Solitamente mi affido al web (cerco su Google, Pinterest…) ma puoi anche sfogliare una rivista e lasciarti ispirare da una fotografia: istintivamente e senza rendertene conto comincerai a scremare le persone e a farti delle domande, oppure a scegliere persone che ti ispirano per un motivo sconosciuto e questo va benissimo. Alcune foto ti convinceranno, altre no e naturalmente inizierai a immaginare chi potrebbe essere un cliente con cui ti piacerebbe lavorare, scremando e selezionando immagini che, di pancia, funzionano o no.

Il mio consiglio è di scegliere immagini dove la persona sia inserita in un contesto e stia facendo qualche attività in modo da avere più spunti e idee per riflettere.

Clienti ideali (ma reali) e come trovarli

Clienti ideali (ma reali) e come trovarli

Non tira sul preventivo, paga subito, anzi insiste per darti un anticipo. Ha modi gentili, ha le idee chiare ma quel tanto che serve a farti far bene il tuo lavoro. Ti dice: “Mi fido, so che la tua proposta è quello che mi serve”. Ti lascia carta bianca. Non ha fidanzati, zii o cugini che gli hanno detto come andrebbe fatta quella cosa o quale colore sarebbe meglio. Non arriva all’ultimo minuto e capisce i tempi necessari. Attende il suo momento, se non puoi subito dare un appuntamento. Parla di te agli altri, promuovendo il tuo lavoro con entusiasmo. E soprattutto ritorna sempre.

Sono certa che questa qui sopra sia la tua risposta alla domanda “Qual è il tuo cliente ideale?”! Beh, sappi che quello descritto è anche il mio! E ti dirò un’altra cosa: le persone così si trovano, non sono un miraggio. Magari non hanno proprio tutte tutte le caratteristiche, ma molte o alcune. Insomma, sono comunque clienti con i quali si lavora bene.

Ricorda: il cliente ideale, però, non è il cliente dei sogni, non è la versione business del principe azzurro, quello che arriva e ti porta via sul cavallo bianco delle certezze economiche verso il castello del Successo Duraturo. Il cliente ideale non è un’entità da favola, ma è una persona vera, a cui puoi cambiare la vita o una parte di essa. E che può cambiare la tua, o almeno una parte 🙂

 

Il cliente è una persona vera

Ogni business si rivolge a persone, non a numeri. I dati ci aiutano moltissimo a renderci conto di quali sono davvero le persone che seguono sui social, che hanno acquistato dal nostro e-commerce, ci fanno sapere le parole che usano per trovarci nel mare dell’Internet. Tutto questo è indispensabile, ma può avere un effetto collaterale: farci dimenticare che là, dietro ogni numero o parola chiave, c’è una persona.
No, non sto dicendo un’ovvietà, te l’assicuro. Pensa a quante volte, per inseguire la performance, ti scordi che stai parlando a una persona, a un essere umano concreto che ha mille altri pensieri mentre legge una tua offerta o un tuo post.
E poi ripensa a quelle volte che, dopo una newsletter (o un post), qualcuno ti ha risposto perché aveva trovato nelle tue parole proprio quello che in quel momento aveva bisogno di sentirsi dire. Magari secondo te non era neppure la newsletter più perfetta graficamente o con l’offerta più invitante, ma aveva fatto centro!
Perchè? Che leve avevi mosso? Come ottenere di nuovo lo stesso risultato?
Come essere ancora così in sintonia con chi ti legge?

 

Cliente: chi è costui? E tu, chi sei?

Parlare la stessa lingua del tuo cliente, essere sulla stessa lunghezza d’onda: così puoi entrare nella sua vita. Un cliente è una persona, questo è il nostro mantra, e per entrare nella vita di una persona devi costruire una relazione. Vera, trasparente, curata.
Per approfondire la relazione non ci sono ricette magiche, ma proprio come nella vita, servono due ingredienti: tempo di ascolto e un percorso di conoscenza reciproca.
E se ancora non hai incontrato un pubblico adeguato, se ancora non hai dati su cui lavorare o voci da ascoltare, come puoi costruire questo percorso?
Iniziando a lavorare su di te, per capire quali persone il tuo tipo di lavoro, di professionalità, di personalità di brand è in grado di incontrare e soddisfare. Io utilizzo diversi tipi di strumenti che insieme danno un risultato straordinario.

Alcuni strumenti per indagare il tuo cliente ideale

Carta d'identità del cliente

Le personas:

questo è lo strumento più adatto a realizzare una specie di carta d’identità del cliente. Per compilarla puoi usare sia informazioni che hai dalle statistiche dei tuoi canali web, ma anche fare una “media” dei clienti con cui hai lavorato bene. Immagina che uno di loro sia il cliente ideale e descrivilo in ogni dettaglio aiutandoti appunto con le informazioni che hai. Inizia dandogli un nome per renderlo concreto, poi aggiungi dettagli: quanti anni ha, che tipo di lavoro fa, dove vive (città o paese, nord sud, centro, estero), cosa fa nel tempo libero (legge? Guarda solo la tv,? Ama la fotografia?), che lavoro fa, che social utilizza, legge o no newsletter, dove si informa, come intercetta il tuo lavoro, che tipo di prodotti tra quelli che offri scegli per la maggior parte dei casi ecc.

Alla fine dell’articolo ti lascio alcune indicazione per approfondire anche questo aspetto. Intanto guarda come faccio io e se può esserti utile qui puoi scaricare il template che uso io.

Mappa dell'empatia

La mappa dell’empatia:

ti aiuta a metterti nei panni del tuo cliente in modo empatico, a cercare di scandagliare i suoi pensieri, emozioni, parole. Ti aiuta a entrare in profondità. Guarda come faccio io.

Qui trovi il mio template da scaricare e alla fine dell’articolo un link per approfondire questo strumento.

Ti riesce difficile partire da zero per costruire carta di identità, mappa? Ti capisco, nemmeno per me era facile. E così ho lavorato per trovare uno strumento che aiutasse a partire, a sbloccare le idee e tutte le intuizioni che già ci sono in te e nella tua storia riguardo al tuo business e al tuo cliente.
Questo strumento è il gioco (serissimo, ma anche molto divertente, vedrai!) degli archetipi.

Te lo spiego meglio nell’audio qui sotto e, se vuoi saperne ancora di più su come gli archetipi possono lavorare per il tuo brand, puoi partire da questo articolo.

Per approfondire:
Le personas su pennamontata.com
La mappa dell’empatia di Maria Cristina Lavazza

Manifesta l’essenza

Manifesta l’essenza

Una parte fondamentale della strategia di brand è riscoprire l’essenza: chi sei, cosa fai, perché lo fai?
È importante perché più è chiaro questo passaggio più ci sarà armonia tra l’identità di brand, la comunicazione, l’immagine… non ci saranno “differenze” tra quello che racconti e quello che fai ma soprattutto sarà per te più facile raccontarti.
Questo passaggio è fondamentale per creare coerenza e fiducia in chi entra in contatto con te, sia attraverso il web sia attraverso gli strumenti di comunicazione “fisici”.

Le cose da cui partire:

  • Vision (perché fai il tuo lavoro)
  • Mission (cosa fai)
  • Valori (cos’è che guida le tue azioni)
  • Posizionamento (come ti differenzi nel mercato)
  • Proposta di valore (cos’hai di unico da proporre)
  • Clienti (chi sono i tuoi clienti)
  • Emozioni (cosa vorresti sentissero i tuoi clienti quando ti incontrano)
 
Uno strumento utile per fare il punto in ambito personale e professionale e stabilire dove voglio andare e come mi voglio sentire è il Brand Manifesto.
Ne ho parlato in una recente newsletter: si tratta di uno strumento che aiuta a comunicare i valori, le cose che rendono unico un brand, come fai quello che fai, in cosa credi… puoi consideralo come un percorso di introspezione che aiuta a riscoprire i tuoi perché e, dichiarandoli apertamente. Serve per condividere con il tuo pubblico la tua visione, per dare coerenza a ciò che fai, per ispirare, emozionare e creare sinergia.
Non dovrebbe essere un documento scritto in modo noioso ma può diventare qualcosa di creativo, che si fa notare. Puoi vedere nella mia bacheca Pinterest alcuni esempi di “brand manifesto”.
 

Come scrivere un brand manifesto

  • puoi buttare giù d’istinto come ti viene oppure puoi procedere a piccoli passi;
  • stilare l’elenco dei tuoi valori e scrivere una frase per ciascuno di essi;
  • ma potresti anche scegliere alcune citazionicanzoni o anche una serie di immagini…
  • Oppure puoi provare a rispondere a qualche domanda:
    • quali sono le cose importanti per te?
    • perché fai il lavoro che fai?
    • come sarebbe il mondo ideale?

Come utilizzare il brand manifesto

Sicuramente andrebbe stampato ed appeso in vista in modo da non dimenticare la direzione, puoi anche condividerlo nel tuo sito e nei tuoi canali social per far conoscere le cose in cui credi.
Ti va di leggere il mio? Puoi scaricare il PDF da qui.

Strategia di brand

Strategia di brand

Prendersi cura del proprio brand personale è importante ma c’è un mondo attorno a questi temi. 
Brand è l’insieme di tutto ciò che le persone percepiscono relativamente ad un’azienda. Il brand è definito da come le persone percepiscono l’azienda sulla base di ciò che tu racconti o fai vedere. Ogni decisione che prendi influisce sulla loro percezione che influisce sul brand. Un’immagine poco curata, incoerente con l’essenza dell’azienda può influire negativamente.

“Il brand è quello che le persone dicono di te quando non sei nella stanza”

Jeff Bezos

 

Per “guidare” la percezione dei clienti va definita la strategia di brand: ovvero come si costruisce, si condivide e si fa crescere il brand; il piano d’azione utile a dare forma all’opinione delle persone (tutte le persone: pubblico, clienti, venditori, dipendenti…) e per allineare immagine, stragetia, essenza, emozioni.

Le tre fasi per costruire la strategia di brand:

Brand Essence

l’essenza del brand

Prendi consapevolezza della tua essenza: Non ci sono altri te stesso al mondo per cui vale la pena capire bene chi sei, cosa fai e come lo fai. Conoscersi serve per trovare l’elemento significativo da mostrare, quello che ti distingue da chi fa il tuo stesso lavoro. Guardati intorno e scopri anche il mondo in cui lavori, chi sono i tuoi clienti, chi potrebbe essere interessato a ciò che fai e anche chi sono i tuoi “concorrenti”. Rifletti su quali emozioni vorresti comunicare con il tuo brand, come vorresti ti vedessero le persone.

Brand Identity System

costruzione dell’identità di brand

Una volta presa consapevolezza della tua essenza si può definire l’identità di brand partendo da mission, vision e proposta di valore. Cosa fai di unico? Come raccontiamo questa tua unicità? Quali sono i colori, i caratteri, lo stile visivo, l’archietipo, il tono di voce con cui ti racconti? 

Brand Execution

trasferire gli elementi dell’identità nella comunicazione

Il passo successivo è quello di portare negli strumenti che usi per raccontarti tutti gli elementi della tua identità: declinare l’immagine visiva: biglietti da visita, immagini per i social, presentazioni e slide, immagine coordinata, preventivi, brochure… tutti dovranno avere gli stessi caratteri, colori, forme, stili per essere percepito in modo coerente e professionale.