Lo spazio bianco, o vuoto, è come il silenzio: funziona da amplificatore per le nostre emozioni.

Una delle cose più difficili da spiegare alle persone è la questione dello spazio bianco. In molti hanno la sensazione che il “vuoto” in una pagina sia uno spreco di spazio, a volte fa anche paura. In realtà nella grafica è uno degli elementi fondamentali (e non é necessariamente è di colore bianco).

Considerata la tendenza che abbiamo oggi di riempire lo spazio di oggetti (che spesso non servono) e il tempo di impegni, lo spazio bianco sembrerebbe andare contro la corrente.

Anche nei progetti di lavoro c’è la tentazione di riversarvi dentro qualsiasi cosa possibile pensando che aumenti la percezione del valore del brand, al contrario rischiamo di far fare confusione a chi ci vede o ci legge e ancor prima in noi stessi.

Chiarire l’intenzione, l’essenza e la direzione sono le mie priorità e per questo credo moltissimo nello spazio vuoto:

  • migliora la comprensione: mette in risalto subito le cose/informazioni importanti, lo scopo;
  • chiarisce i rapporti: aiuta a stabilire gerarchie e organizzare i contenuti visivamente;
  • trasmette sicurezza: sulla storia che si racconta, sulla propria identità.

 

Il vuoto

Viene chiamato “spazio bianco” nella grafica e serve per mettere in evidenza le cose e suggerire emozioni e sensazioni.

Nelle culture orientali il vuoto è sinonimo della “calma” da cui ha origine l’universo.
Come suggeriscono le regole della Gestalt, il vuoto dà la possibilità al nostro cervello di elaborare soluzioni in base alle esperienze precedenti.

Lo troviamo nella poesia dove le parole sono scritte “lontane” tra loro, parole circondate da spazi bianchi che le mettono in risalto e le fanno risuonare come in una stanza silenziosa. La disposizione delle parole nello spazio potenzia il testo.

Spazio bianco non è solo “vuoto” , è anche silenzio.

Lo troviamo nella musica dove è fondamentale per dare “senso” ad un brano, per esprimere emozioni. Senza le pause chi ascolta sentirà fretta, foga, insicurezza, preoccupazione.
Lo troviamo ogni giorno nella nostra vita: il respiro che ci permette di apprezzare ogni momento, di vivere, di restare connessi con noi.

Nella mia immagine di brand c’è molto bianco perché amo la pulizia, il minimalismo, l’ordine, perché cerco la chiarezza del messaggio da comunicare, ma anche perché quando disegno un logo devo scomparire e fare spazio a te, al tuo brand.

lo spazio bianco è come il silenzio