Lo spazio vuoto

Lo spazio vuoto

Se hai lavorato con un grafico ti sarai accorta che hanno la fissa dello spazio vuoto.

Anche io come Professional Organizer ma ancor prima come Francesca ho la mania del piano di lavoro libero e pulito: un piano di lavoro serve per lavorare. Chiaro no?

Anche la scrivania è un piano di lavoro e ci si mettono strumenti di lavoro che dovremmo avere sempre a portata di mano. Il nostro corpo è la misura di quanto a portata di mano dobbiamo avere le cose, cioè in base a dove arriviamo a prendere stando comodamente seduti.

Ma non tutte le cose: solo quelle che servono davvero. Inutile avere sulla scrivania l’archivio completo dei documenti aziendali se non li stai utilizzando. Tieni le cose necessarie ed usa il piano per lavorare comodamente e in modo chiaro, pulito, senza “interferenze” o fogli che girano.

In questo modo la tua attenzione verrà catturata da ciò che stai facendo e non sarà distratta da altre informazioni.

La stessa cosa vale per il foglio: meno cose ci sono più l’attenzione verrà catturata da esse. Non importa la dimensione, ciò che conta è la quantità di spazio bianco che ci gira intorno.

Lo spazio vuoto permette di semplificare e fare chiarezza, mettere in evidenza e dare importanza alle cose giuste.

Sbagliando s’impara

Sbagliando s’impara

Ho appena terminato un lungo percorso di rebranding, logo nuovo, servizio nuovo…

Sai qual’è stata per me la cosa più difficile durante il mio viaggio? Guardarmi allo specchio e fare finta di essere una mia cliente: fare Brand Clearing su di me. Lavorare su se stessi è faticosissimo!

Dare per scontato chi sono e a me non servisse fare lo stesso percorso che propongo ai miei clienti perché tanto io avevo le cose chiare in testa è stato un altro mio errore, e quando l’ho capito e mi sono messa a testa bassa a lavorarci come fossi una sconosciuta le cose hanno iniziato a funzionare.

Alcuni errori nel percorso di creazione dell’identità visiva

Dare per scontato

Io sono chi sono e cosa voglio dire. Yes, allora prova a scriverlo.

Riesci a scriverlo bene, in pochissime parole e in modo chiaro? Ora chiedi a qualcuno di leggere ciò che hai scritto e di fare finta di presentarti ad un amico. Quello che lui racconta di te ti farà riflettere…

Andare dritta alla parte visiva

Argh, è la parte più divertente e stimolante, come non andare subito a riempire una bacheca su Pinterest in cerca di cose belle?

Prima invece è necessario, ripeto: n e c e s s a r i o fissare i paletti che determinano la personalità e l’area di competenza del tuo biz. In questo modo la ricerca sarà guidata e produrrà risultati utili.

Iniziare dalla ricerca invece che dall’analisi

Prima stabilisci chi sei/vuoi essere, poi guardati intorno.
Se prima ti guardi intorno rischi di ispirarti a quello che fanno/sono gli altri e di copiarli senza metterci del tuo.

Concentrarsi su ciò che piace ed è di tendenza

Preparare grafiche e immagini che piacciono esteticamente, che assomigliano a quelle dei professionisti che hai come punto di riferimento, ma che non ti rispecchiano e non rispecchiano il tuo business. Oppure prendere dalla rete quello che “va di moda” e declinarlo su di sé.

Voler fare tutto, subito e anche da sola

Questo è un bel problema. A volte però è necessario farsi dare una mano, chiedere a qualcuno di guardarci bene da fuori e… ascoltare cosa ci dice. Lasciar sedimentare, pensarci su e solo allora prendere delle decisioni.

 

Se stai pensando ad un rebranding, quali sono i tuoi timori? Scrivilo nei commenti.

Prenditi cura del tuo brand

Prenditi cura del tuo brand

È importante prendersi cura del brand come di un essere vivente. Cosa significa prendersi cura di qualcosa? Occuparsene attivamente, interessarsi ad essa impegnando il nostro animo e le nostre azioni.

Il brand è vivo

Cos’è il brand?

Inizialmente ci si riferiva al marchio, quindi il segno grafico, oggi parlare di brand significa parlare dell’identità concettuale dell’azienda o della persona.

Insomma è l’idea che le persone hanno di te.

Come ogni essere vivente, tu cambi, ti evolvi, cresci… tu come anche il tuo lavoro o la tua azienda… ed hai bisogno di comunicare questo cambiamento attraverso tutti gli elementi della tua brand identity. A volte invece cambia il tuo pubblico e tu devi comunicare in modo diverso e riprogettare (totalmente o in parte) la tua identità.

Le persone si fanno delle idee su di te in base a ciò che comunichi, non solo con il logo ma con tutti gli elementi visivi: il biglietto da visita, la carta intestata, i documenti amministrativi, le mail, i social, il desktop del tuo computer… tutto ciò che vede viene utilizzato per creare il tuo brand, cioè l’idea che si fa dite.

Direi che vale la pena semplificare, pulire ed organizzare tutto ciò che non ti rappresenta in modo autentico o che non ti rende giustizia; capire chi si vuole essere, trovare la propria identità ed utilizzare gli strumenti giusti per raccontarsi.

Brand clearing dunque!